Come scegliere l’allevamento giusto

Allevare è un’arte e come tale deve essere condotta con cura e passione;

non è sufficiente far nascere dei cuccioli per definirsi bravi allevatori; per esserlo, è necessario tener conto delle leggi della genetica, avere nozioni di veterinaria e conoscere la psicologia canina che ha un ruolo importante fin da quando il cucciolo nasce.

Purtroppo, alcuni allevatori, quasi tutti i grandi allevamenti che tengono decine di razze, molti negozi, si pongono come prima regola la vendita e il guadagno ad ogni costo, ponendo la salute fisica e mentale dei cuccioli in secondo piano e infischiandosene dei problemi che avranno i futuri proprietari del cane, oltre che il cane stesso.

Parliamo di socializzazione e abituazione del cucciolo:

L’importanza di un programma mirato di socializzazione è ben descritta da David Appleby che afferma: “Invece di essere una faccenda rischiosa, con esperienze che si verificano casualmente, come spesso avviene, l’esposizione del cucciolo all’ambiente, dovrebbe essere più sistematica possibile per garantire al cucciolo la possibilità di sviluppare al massimo un buon carattere e la capacità di adattarsi e far fronte a qualsiasi situazione”. Infatti, di ciò si tratta “sviluppare al massimo” le potenzialità del cucciolo ovviamente nei limiti dettati dalla genetica.

Gli effetti di una mancata o insufficiente socializzazione sono ben noti agli studiosi: un’inadeguata socializzazione prima del raggiungimento della 14° settimana di vita del cane dà luogo a una più alta incidenza di fenomeni di aggressività motivata dalla paura {Science: Critical Periods in the Social Development of Dogs. by D. G. Freedman, J.A. King, & O. Elliot. (1961, volume 122, pages 1016-1017). Genetics & the Social Behavior of the Dog. J. P. Scott & J. L. Fuller. (1965: Chicago: University of Chicago Press)}.

Naturalmente non tutti i cani non socializzati diverranno aggressivi, in situazioni di stress potrebbero scegliere di rimanere paralizzati dalla paura oppure fuggire, comunque un quadro poco edificante per quello che dovrebbe essere il miglior amico dell’uomo! Ѐ spesso ricorrente l’idea che portata a termine la socializzazione primaria, si possa considerare il proprio lavoro finito. Nulla di più errato! Il periodo secondario inizia subito dopo il termine di quello primario ed è fondamentale continuare il lavoro iniziato per evitare fenomeni di “desocializzazione”. A questo proposito citiamo Michael Fox (1978): “Se cuccioli ben socializzati vengono posti in un canile a tre o quattro mesi di età e lasciati in una situazione di isolamento fino a sei, otto mesi di età, questi risulteranno paurosi delle persone che non conoscono ed anche di chi li accudisce se avranno avuto scarso contatto con loro”, e ancora: “Quindi la socializzazione e abituazione deve essere continuamente rinforzata durante l’intero periodo giovanile” (Whoolpy 19689.)

Per individuare un allevamento affidabile ci si può rivolgere ai Club di razza che possono fornire gli elenchi degli allevatori e delle cucciolate, all’Ente Nazionale Cinofilia Italiana, consultare le riviste cinofile, chiedere consiglio a cinofili esperti, tenendo sempre presente che il cucciolo deve nascere da genitori sani, di buon carattere e possibilmente belli e in una condizione ambientale favorevole.

Un buon allevatore ha i cani sani e in ottime condizioni, tiene il suo allevamento pulito, mostra gli eventuali successi ottenuti dai propri cani nelle prove di bellezza o di lavoro, fa molte domande per capire se il suo cucciolo andrà nelle mani di proprietari affidabili, permette di visionare i genitori del cucciolo che si è scelto (anzi, dovrebbe mostrarli con orgoglio), fornisce sempre il pedigree senza sovrapprezzo, provvede a sverminare e vaccinare i cuccioli e li affida sempre dopo i 60 giorni di età.